Valenza intima e politica. L’installazione Mattoni di Memoria realizzata site-specific prende forma come una costruzione lenta e consapevole. Il gesto di edificare richiama alla poetica già esplorata.
La costruzione muro diventa metafora di molteplici significati: lo identifica come un organismo collettivo, una comunità formata da singoli individui ognuno con la propria unicità e fragilità, come i singoli mattoni che lo compongono. Dall’altra il muro è separazione, barriera imposta da confini geografici, culturali e politici.
Bahar ricorda i singoli individui, vittime innocenti che hanno lottato per la libertà e la giustizia pagando con la vita il prezzo della loro lotta e afferma: “Questo muro è come uno scudo. Tutti i dittatori usano questo tipo di scudo per proteggersi”.
L’artista invita lo spettatore a considerare il prezzo della libertà ed a non dimenticare le storie di coloro che hanno lottato per essa. Un confine che invita ad essere interrogato e attraversato.
